La terapia non ha l’obbiettivo di “cambiare” la persona, ma di sostenere ognuno nel processo di riconoscimento e accettazione di sé e della propria realtà.
Perchè soffriamo?
La definirei la domanda delle domande. Chi si rivolge a un professionista, nella maggior parte dei casi porta dentro di sé una forte sofferenza, può trovarsi in una situazione di stallo, di crisi. Eliminare la sofferenza, fingere che non esista, non è possibile. E’ necessario cambiare sguardo. La sofferenza è l’elaborazione di un passaggio, è la crisi intesa come opportunità di crescita e, al contempo, implica un rischio. Il malessere è la manifestazione di un movimento perturbante di una persona alle prese col processo del suo divenire. La sofferenza in questa accezione non ha, quindi, una valenza esclusivamente negativa, difatti fa parte dell’elaborazione della complessità dell’essere vivi. Ogni passaggio destabilizza perché mette in crisi un equilibrio precedente. Il compito della terapia, o meglio del terapeuta è accogliere l’essere umano, offrire un luogo dove la persona che soffre viene sostenuta nell’attraversare l’unicità del suo percorso.
Quanto dura un percorso psicologico?
La domanda relativa alla durata del percorso psicologico è legittima. Il primo aspetto da tenere in considerazione è il fatto che la durata di un percorso psicologico può variare in base alla tipologia di intervento richiesto. La durata, inoltre, dipende anche dalla situazione, dagli obiettivi e dalle necessità della persona che si rivolge allo psicologo. Tuttavia, è bene ricordare che è possibile che il tempo della terapia lo sceglie il paziente.

Che cos’è il sostegno psicologico?
Il sostegno psicologico è un intervento volto alla promozione del benessere specialmente in caso di difficoltà e situazioni stressanti. Non esiste un unico motivo che porta la persona a rivolgersi a uno psicologo. Possono essere diverse le cause per richiedere un sostegno psicologico: difficoltà a livello emotivo, nelle relazioni affettive, nel prendere decisioni, nelle relazioni interpersonali, nella gestione di conflitti, problemi scolastici o professionali, malattie e lutti. Tuttavia lo psicologo non opera solo in casi di malessere, ma può anche aiutare la persona a conoscersi meglio in modo tale da poter migliorare anche la propria qualità di vita.
Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?
Lo psicologo è un professionista che, dopo aver conseguito una laurea magistrale in psicologia, ha superato l’esame di stato conseguendo, così, l’abilitazione all’esercizio della professione psicologica. É, dunque, iscritto all’Albo professionale degli Psicologi. Può svolgere percorsi di supporto psicologico e sostegno alla genitorialità, attività di prevenzione e promozione delle risorse in diversi ambiti, attività di diagnosi e attività di ricerca.
Lo psicoterapeuta è un professionista che, dopo aver conseguito una laurea in psicologia e aver ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione psicologica, ha anche intrapreso un percorso di specializzazione in psicoterapia frequentando una scuola quadriennale certificata dal MIUR. Ha, dunque, conseguito, così, anche l’abilitazione all’esercizio della professione psicoterapeutica. Può perciò svolgere percorsi di psicoterapia.
Lo psichiatra è un professionista laureato in medicina e specializzato in psichiatria, che, in quanto medico, può prescrivere farmaci. Se ha intrapreso anche un percorso di specializzazione in psicoterapia, frequentando una scuola quadriennale certificata dal MIUR, che gli ha consentito di ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione psicoterapeutica, oltre che psichiatra, è anche psicoterapeuta.

